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Il
Premio Veuve Clicquot fu istituito nel 1972, in Francia, in occasione
della celebrazione dei duecento anni della Maison e per rendere
omaggio a Madame Clicquot che ha decretato il successo dei sui
celebri Champagne a livello mondiale.
Barbe-Nicole
Ponsardin è nata nel 1777, cinque anni dopo la fondazione, da parte
di Philippe Clicquot, della «bottega di vini con l’insegna
Clicquot». La donna sposa François, figlio del fondatore, e si
dedica all’educazione della loro figlia Clémentine fino al giorno
in cui il marito é colto da morte prematura. Lei ha appena 28 anni e
decide di prendere in mano le redini dell’impresa familiare. Siamo
nel 1805, Napoleone è appena stato consacrato Imperatore ed è
pronto a conquistare l’Europa.
In
appena qualche mese, la giovane donna trova dei soci e raccoglie i
capitali necessari per proseguire l’attività. Nel 1810 la Maison
assume il nome di Veuve Clicquot Ponsardin. Nel 1811 il cielo della
Champagne è attraversato da una cometa, alla quale è attribuita
l’eccezionale qualità dei vini vendemmiati in quell’anno. La
Vedova Clicquot ne approfitta per rilanciare le esportazioni in
Russia. Vi spedisce 10.000 bottiglie, nel 1814, e il successo è
talmente eclatante che la Maison non è in grado di soddisfare tutte
le richieste. Non esitando a noleggiare imbarcazioni private per
garantire le spedizioni, nonostante il blocco dei porti conseguente
alle guerre, Madame Clicquot impone il suo Champagne a tutte le corti
europee, da San Pietroburgo a Londra. A questo periodo risale
l’ideazione della celebre Etichetta Gialla che, da allora in poi,
contraddistinguerà ogni bottiglia di Veuve Clicquot.
Barbe-Nicole
Ponsardin non ha solo il senso del marketing. È molto attenta anche
alla qualità del suo prodotto e detta una regola che è diventata il
motto della Maison: «una sola qualità, la migliore». Con
determinazione, poco a poco acquista le vigne dei migliori vigneti,
costituendo un eccezionale patrimonio viticolo di 382 ettari. Si
occupa personalmente delle cantine e, desiderosa di migliorarsi
continuamente, nel 1816 inventa il metodo del “remuage sur
pupitre”: un procedimento che permette di inclinare le bottiglie in
modo da lasciarne scivolare i depositi verso il collo e di ottenere
così la perfetta limpidezza dello Champagne. Ancora oggi la tecnica
è utilizzata da tutti i produttori di Champagne.
A
64 anni Madame Clicquot passa il testimone a Edouard Werlé, che da
20 anni è collaboratore della Maison. Ma fino alla sua morte,
avvenuta nel 1866 all’età di 89 anni, sarà sempre presente nella
gestione dell’azienda.
Audacia,
tenacia, lungimiranza sono
le qualità che hanno permesso alla giovane Barbe-Nicole Ponsardin,
Vedova Clicquot, di trasformare la modesta Maison de Champagne da lei
ereditata in un’azienda di fama mondiale. Le
stesse qualità sono celebrate dal Premio Veuve Clicquot.
Le
prime vincitrici del Premio Veuve Clicquot, le prime donne a essere
nominate Grande Dame nel 1972, furono Giselle Picaud, della Ciments
Bouygues. L’assegnazione del Premio riprese nel 1983 e da allora è
stato conferito ininterrottamente. La Gran Bretagna ha seguito le
orme della Francia sin dal 1973.
Oggi
il Premio è conferito in diciassette Paesi, fedele in questo alla
tradizione internazionale della Maison, che destina l’85% della
propria produzione alle esportazioni. Negli anni Ottanta l’Irlanda,
i Paesi Bassi, la Germania, la Svizzera, la Svezia e la Danimarca si
sono uniti alla Francia e alla Gran Bretagna. Negli anni Novanta il
Premio ha continuato la propria espansione in Europa, con la Norvegia
e l’Austria, e in Paesi ben più lontani, come Giappone e Brasile.
La Finlandia nel 2003, Hong Kong nel 2004, l’Italia e l’Australia
nel 2005 e la Nuova Zelanda nel 2008 si sono aggiunti alla lista.
Il
Premio è conferito, a seconda dei Paesi, tra marzo e maggio. Le
vincitrici di ogni anno si riuniscono a ottobre a Reims, nelle terre
di produzione di Veuve Clicquot, per partecipare insieme a un
programma prestigioso: visitano le cantine, presenziano alla
cerimonia ufficiale che le accoglie nel network degli “Amis de la
Veuve Clicquot” e piantano un ceppo di vite battezzato con il loro
nome nel “terroir” di Verzy, uno degli otto vigneti storici
classificati come Grand Cru 100% scelti e acquistati personalmente da
Madame Clicquot. Un’occasione unica, per queste donne uniche, di
confrontarsi sulle relative esperienze nel corso di un dibattito e,
ovviamente, di stringere delle relazioni durante queste due giornate
conviviali.
Nel
2002 il Premio ha celebrato i 30 anni di esistenza. Una cena di gala
a Parigi ha riunito 90 vincitrici sulle 184 donne premiate a partire
dall’istituzione del Premio.
Il
Premio Veuve Clicquot in Italia
Nel
2005 la celebrazione del Premio Veuve Clicquot giunge in Italia –
anniversario del bicentenario dell’ascesa di Barbe-Nicole Ponsardin
alla guida dell’azienda di famiglia, avvenuta nel 1805.
Il
Premio in Italia assume un’ulteriore valenza: quella di eleggere la
donna che, oltre a essere espressione delle qualità della Maison
sopra descritte, sia eticamente
attiva all’interno e all’esterno della propria vita
professionale, creando attività e progetti distintivi grazie al
proprio talento e umanità.
Il valore aggiunto nonché valore generale dell’operato di questa
donne consiste nell’aver saputo gestire managerialmente concetti
non ancora evidenti nell’immaginario collettivo. La
contestualizzazione di queste capacità nel 2006, porta alla ricerca
di una Grande Dame “cittadina del mondo”, il cui lavoro e il cui
animo siano capaci di superare le frontiere nazionali per aprirsi
agli Stati Uniti d’Europa e oltre, e di conciliarli con l’amore e
la dedizione per la terra d’origine, l’Italia, e con la propria
sfera personale.
Attenzione
particolare è riservata alle donne che dedicano parte del proprio
talento alla protezione di interessi pubblici locali.
Il Premio in Italia, e dal 2007 a livello internazionale, ha assunto
una connotazione particolare legata
alla tematica della C.S.R. (Corporate Social Responsibility,
Responsabilità Sociale d’Impresa),
in
quanto riconoscimento anche dell’impegno etico nell’utilizzo del
proprio talento e umanità, all’interno e all’esterno della vita
professionale, volto alla creazione di attività e progetti di
valenza distintiva in grado di dare un contributo al di là del solo
business e di trasmettere alla successiva generazione valori senza
tempo.
Conferire
un premio a un'imprenditrice significa riconoscere il talento di una
donna che compete in un mercato aperto, senza le protezioni che la
separano dagli imprenditori che agiscono all’interno di un universo
protetto. Significa
dunque un atto di riconoscimento alla tanto conclamata, e in questo
caso attuata, parità.
La
filosofia del Premio Veuve Clicquot
Il
Premio è assegnato a donne che sanno osare, la cui determinazione è
eguagliata solamente dalla creatività; a donne contemporanee,
intraprendenti, preoccupate della durata quanto del successo della
loro azienda.
Il
Premio offre un riconoscimento al loro impegno sia in azienda, sia
nel settore di attività, valorizzandone il talento e il successo.
Le
vincitrici italiane
Nel
2005 è stata eletta “Grande Dame” italiana Nicoletta
Fiorucci,
che ha ricevuto il Premio Veuve Clicquot “per
la responsabilità sociale dimostrata e l’impegno nella promozione
e nel coinvolgimento delle imprese in grandi progetti di solidarietà,
umanità e cittadinanza d’impresa “.
Nel
2006 il testimone è passato a Marisa
Lisi Melpignano ,
eletta “Grande
Dame” italiana dal
Comitato d’Onore del Premio “per
la passione dimostrata verso la sua terra, per il costante impegno in
termini di C.S.R. verso il personale interno, la clientela, il
territorio”.
La
Giuria del Premio Veuve Clicquot 2007 ha decretato “Grande Dame”
italiana Pina
Amarelli,
“per
l’impegno nella salvaguardia della tradizione in azienda e il
lavoro di valorizzazione delle imprese familiari”.
Nel
2008 la “Grande Dame” italiana è stata Federica
Guidi,
“per
il
ruolo determinante nell’integrazione di politiche differenzianti
nel tessuto dell’azienda di famiglia, attraverso strategie e
progetti innovativi rivolti a Paesi in via di sviluppo oltre che ai
clienti e ai cittadini del territorio in cui è radicata”.
Nel
2009 la
Giuria del Premio Veuve Clicquot ha nominato Lavinia
Biagiotti “Grande
Dame” italiana “che
esprime meglio i valori propri di Madame Clicquot e della Maison
Veuve Clicquot Ponsardin, e perfetto esempio di come l’ereditarietà
non si limiti al semplice passaggio di consegne nella gestione
aziendale, ma si espliciti nella determinazione a innovare, portare
nuova linfa e nuovi stimoli a una realtà imprenditoriale esistente”.
Per
approfondimenti e ulteriori informazioni:
Roberta
Antonioli
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Veronica
Cappennani
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Halas
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