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STORIA E FILOSOFIA DEL PREMIO VEUVE CLICQUOT
Scritto da halas   
giovedě 04 febbraio 2010

Il Premio Veuve Clicquot fu istituito nel 1972, in Francia, in occasione della celebrazione dei duecento anni della Maison e per rendere omaggio a Madame Clicquot che ha decretato il successo dei sui celebri Champagne a livello mondiale.


Barbe-Nicole Ponsardin è nata nel 1777, cinque anni dopo la fondazione, da parte di Philippe Clicquot, della «bottega di vini con l’insegna Clicquot». La donna sposa François, figlio del fondatore, e si dedica all’educazione della loro figlia Clémentine fino al giorno in cui il marito é colto da morte prematura. Lei ha appena 28 anni e decide di prendere in mano le redini dell’impresa familiare. Siamo nel 1805, Napoleone è appena stato consacrato Imperatore ed è pronto a conquistare l’Europa.


In appena qualche mese, la giovane donna trova dei soci e raccoglie i capitali necessari per proseguire l’attività. Nel 1810 la Maison assume il nome di Veuve Clicquot Ponsardin. Nel 1811 il cielo della Champagne è attraversato da una cometa, alla quale è attribuita l’eccezionale qualità dei vini vendemmiati in quell’anno. La Vedova Clicquot ne approfitta per rilanciare le esportazioni in Russia. Vi spedisce 10.000 bottiglie, nel 1814, e il successo è talmente eclatante che la Maison non è in grado di soddisfare tutte le richieste. Non esitando a noleggiare imbarcazioni private per garantire le spedizioni, nonostante il blocco dei porti conseguente alle guerre, Madame Clicquot impone il suo Champagne a tutte le corti europee, da San Pietroburgo a Londra. A questo periodo risale l’ideazione della celebre Etichetta Gialla che, da allora in poi, contraddistinguerà ogni bottiglia di Veuve Clicquot.


Barbe-Nicole Ponsardin non ha solo il senso del marketing. È molto attenta anche alla qualità del suo prodotto e detta una regola che è diventata il motto della Maison: «una sola qualità, la migliore». Con determinazione, poco a poco acquista le vigne dei migliori vigneti, costituendo un eccezionale patrimonio viticolo di 382 ettari. Si occupa personalmente delle cantine e, desiderosa di migliorarsi continuamente, nel 1816 inventa il metodo del “remuage sur pupitre”: un procedimento che permette di inclinare le bottiglie in modo da lasciarne scivolare i depositi verso il collo e di ottenere così la perfetta limpidezza dello Champagne. Ancora oggi la tecnica è utilizzata da tutti i produttori di Champagne.


A 64 anni Madame Clicquot passa il testimone a Edouard Werlé, che da 20 anni è collaboratore della Maison. Ma fino alla sua morte, avvenuta nel 1866 all’età di 89 anni, sarà sempre presente nella gestione dell’azienda.


Audacia, tenacia, lungimiranza sono le qualità che hanno permesso alla giovane Barbe-Nicole Ponsardin, Vedova Clicquot, di trasformare la modesta Maison de Champagne da lei ereditata in un’azienda di fama mondiale. Le stesse qualità sono celebrate dal Premio Veuve Clicquot.


Le prime vincitrici del Premio Veuve Clicquot, le prime donne a essere nominate Grande Dame nel 1972, furono Giselle Picaud, della Ciments Bouygues. L’assegnazione del Premio riprese nel 1983 e da allora è stato conferito ininterrottamente. La Gran Bretagna ha seguito le orme della Francia sin dal 1973.


Oggi il Premio è conferito in diciassette Paesi, fedele in questo alla tradizione internazionale della Maison, che destina l’85% della propria produzione alle esportazioni. Negli anni Ottanta l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Germania, la Svizzera, la Svezia e la Danimarca si sono uniti alla Francia e alla Gran Bretagna. Negli anni Novanta il Premio ha continuato la propria espansione in Europa, con la Norvegia e l’Austria, e in Paesi ben più lontani, come Giappone e Brasile. La Finlandia nel 2003, Hong Kong nel 2004, l’Italia e l’Australia nel 2005 e la Nuova Zelanda nel 2008 si sono aggiunti alla lista.


Il Premio è conferito, a seconda dei Paesi, tra marzo e maggio. Le vincitrici di ogni anno si riuniscono a ottobre a Reims, nelle terre di produzione di Veuve Clicquot, per partecipare insieme a un programma prestigioso: visitano le cantine, presenziano alla cerimonia ufficiale che le accoglie nel network degli “Amis de la Veuve Clicquot” e piantano un ceppo di vite battezzato con il loro nome nel “terroir” di Verzy, uno degli otto vigneti storici classificati come Grand Cru 100% scelti e acquistati personalmente da Madame Clicquot. Un’occasione unica, per queste donne uniche, di confrontarsi sulle relative esperienze nel corso di un dibattito e, ovviamente, di stringere delle relazioni durante queste due giornate conviviali.


Nel 2002 il Premio ha celebrato i 30 anni di esistenza. Una cena di gala a Parigi ha riunito 90 vincitrici sulle 184 donne premiate a partire dall’istituzione del Premio.



Il Premio Veuve Clicquot in Italia

Nel 2005 la celebrazione del Premio Veuve Clicquot giunge in Italia – anniversario del bicentenario dell’ascesa di Barbe-Nicole Ponsardin alla guida dell’azienda di famiglia, avvenuta nel 1805.

Il Premio in Italia assume un’ulteriore valenza: quella di eleggere la donna che, oltre a essere espressione delle qualità della Maison sopra descritte, sia eticamente attiva all’interno e all’esterno della propria vita professionale, creando attività e progetti distintivi grazie al proprio talento e umanità. Il valore aggiunto nonché valore generale dell’operato di questa donne consiste nell’aver saputo gestire managerialmente concetti non ancora evidenti nell’immaginario collettivo. La contestualizzazione di queste capacità nel 2006, porta alla ricerca di una Grande Dame “cittadina del mondo”, il cui lavoro e il cui animo siano capaci di superare le frontiere nazionali per aprirsi agli Stati Uniti d’Europa e oltre, e di conciliarli con l’amore e la dedizione per la terra d’origine, l’Italia, e con la propria sfera personale.

Attenzione particolare è riservata alle donne che dedicano parte del proprio talento alla protezione di interessi pubblici locali. Il Premio in Italia, e dal 2007 a livello internazionale, ha assunto una connotazione particolare legata alla tematica della C.S.R. (Corporate Social Responsibility, Responsabilità Sociale d’Impresa), in quanto riconoscimento anche dell’impegno etico nell’utilizzo del proprio talento e umanità, all’interno e all’esterno della vita professionale, volto alla creazione di attività e progetti di valenza distintiva in grado di dare un contributo al di là del solo business e di trasmettere alla successiva generazione valori senza tempo.





Conferire un premio a un'imprenditrice significa riconoscere il talento di una donna che compete in un mercato aperto, senza le protezioni che la separano dagli imprenditori che agiscono all’interno di un universo protetto. Significa dunque un atto di riconoscimento alla tanto conclamata, e in questo caso attuata, parità.



La filosofia del Premio Veuve Clicquot

Il Premio è assegnato a donne che sanno osare, la cui determinazione è eguagliata solamente dalla creatività; a donne contemporanee, intraprendenti, preoccupate della durata quanto del successo della loro azienda.

Il Premio offre un riconoscimento al loro impegno sia in azienda, sia nel settore di attività, valorizzandone il talento e il successo.



Le vincitrici italiane

Nel 2005 è stata eletta “Grande Dame” italiana Nicoletta Fiorucci, che ha ricevuto il Premio Veuve Clicquot “per la responsabilità sociale dimostrata e l’impegno nella promozione e nel coinvolgimento delle imprese in grandi progetti di solidarietà, umanità e cittadinanza d’impresa “.

Nel 2006 il testimone è passato a Marisa Lisi Melpignano , eletta “Grande Dame” italiana dal Comitato d’Onore del Premio “per la passione dimostrata verso la sua terra, per il costante impegno in termini di C.S.R. verso il personale interno, la clientela, il territorio”.

La Giuria del Premio Veuve Clicquot 2007 ha decretato “Grande Dame” italiana Pina Amarelli, “per l’impegno nella salvaguardia della tradizione in azienda e il lavoro di valorizzazione delle imprese familiari”.


Nel 2008 la “Grande Dame” italiana è stata Federica Guidi, “per il ruolo determinante nell’integrazione di politiche differenzianti nel tessuto dell’azienda di famiglia, attraverso strategie e progetti innovativi rivolti a Paesi in via di sviluppo oltre che ai clienti e ai cittadini del territorio in cui è radicata”.


Nel 2009 la Giuria del Premio Veuve Clicquot ha nominato Lavinia Biagiotti “Grande Dame” italiana “che esprime meglio i valori propri di Madame Clicquot e della Maison Veuve Clicquot Ponsardin, e perfetto esempio di come l’ereditarietà non si limiti al semplice passaggio di consegne nella gestione aziendale, ma si espliciti nella determinazione a innovare, portare nuova linfa e nuovi stimoli a una realtà imprenditoriale esistente”.







 




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